Hotel Arte Verona

Concepito come una mostra permanente di arte contemporanea, l'hotel raccoglie al suo interno le opere di artisti di fama internazionale. Gli accurati restauri di architettura, di pittura, la collaborazione con il noto architetto e designer Alessandro Mendini e la scrupolosa scelta degli arredi interni e delle opere d'arte, hanno trasformato questa villa veneziana in un vero e proprio museo d'arte contemporanea e di design.
Inaugurata nell'Ottobre 2005 a Verona, la galleria diventa ritrovo di artisti internazionali emergenti e contemporanei organizzando importanti mostre di settore, con l'obiettivo di diventare un laboratorio di idee e progetti.


Gli Artisti:
MARINA ABRAMOVIC
Nata a Belgrado nel 1946, è una artista serba, attiva nel campo della performance art. Da sempre utilizza il corpo sia come soggetto che come mezzo. Mette alla prova i limiti fisici e mentali del suo essere. L’artista si dedica alla creazione di opere che ritualizzano le semplici azioni del vivere quotidiano. Marina Abramovic è autrice delle primissime esibizioni che hanno fatto la storia della performance art ed è l’unica che ancora continua a produrre opere importanti destinate a lasciare il segno.
ANISH KAPOOR
Anish Kapoor è uno degli artisti più significativi nel panorama dell'arte contemporanea internazionale. Nato a Bombay nel 1954, vive e lavora a Londra sin dagli anni '70. Dagli inizi degli anni '80 i suoi lavori originali, in continuo dialogo tra bidimensionalità e tridimensionalità, gli consentono di ottenere ben presto un ruolo di spicco nella New British Sculpture. Tra i suoi lavori più significativi, le opere realizzate con superfici riflettenti come specchi deformanti. Le sue opere hanno a che fare con la materia, la trasformano, la deformano nel senso letterale di privare di una forma.
ARNALDO POMODORO
Nato a Marciano di Romagna il 1926. Le sue opere sono presenti in grandi piazze e spazi prestigiosi in tutto il mondo come Roma, Milano, Torino, Copenaghen, Brisbane, Dublino (di fronte al famoso Trinity College), Los Angeles, oltre a figurare al Mills College in California, nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani, nei maggiori musei mondiali nonché al Cremlino e all'ONU. Il suo discorso plastico è svolto all’interno della forma (colonne, dischi, sfere, cubi ) che si rivela attraverso lacerazioni, aperture e cavità assorbenti la luce esterna.
MAURIZIO SAVINI
Nato a Roma nel 1962, usa dal 1996 per le sue sculture, il chewingum rosa e fruttato. Le sue opere conciliano così l’ufficialità dell’arte con la leggerezza dell’infanzia. Architetto, scenografo e membro della fondazione romana Pastificio Cerere, l’artista sottolinea in questo modo l’effimero che caratterizza le nostre vite. Il contrasto tra la monumentalità delle sculture (alcune raggiungono e superano i 2 metri) e la deperibilità del materiale usato è uno degli interessi di Savini, che ha eletto la gomma da masticare a proprio strumento del mestiere anche in virtù della sua duplice natura pop (il colore e il suo essere accessibile a tutti)
BEATRIZ MILLAR
Nata nel 1967 a Einsiedeln in Svizzera, vive e lavora a Toscolano sul Lago di Garda. La sua opera è formata da distinti cicli collegati fra loro, ma caratterizzati ad una diversa rappresentazione stilistica e tecnica (immagine digitale, acrilico su legno, fotografia). Beatriz Millar si confronta nella sua opera con il tema della dualità tra forma e sostanza, tra verità e artificiosa realtà del quotidiano. Evidenziando una quotidianità illusoria fatta di allarmanti superficialità, l’artista denuncia con la sua arte il profondo sbilanciamento del nostro mondo.
BEGONA MONTALBAN
Nasce a Bilbao (Spagna) nel 1958, vive e lavora a Barcellona. Inizialmente autofinanzia gli studi artistici lavorando nel reparto psichiatrico dell'ospedale di Barcellona; questo ci aiuta a comprendere la sua immedesimazione con il dolore e la malattia ed il conseguente tentativo di andare al di là del puro concetto materiale della vita e di scandagliare l'aspetto oscuro dell'essere che l'avvicinano alla psicoanalisi e al surrealismo. La sua carriera artistica degli ultimi dieci - dodici anni presenta una molteplice varietà di tecniche mediatiche che si traducono in sculture, installazioni, video, fotografie.
CINDY SHERMAN
Nata a Glen Ridje nel New Jersey nel 1954. Artista, fotografa e regista statunitense è conosciuta per i suoi autoritratti concettuali. Attualmente lavora a New York. Da più di trent'anni Sherman ha fatto di sè stessa l'oggetto della sua opera, trasformandosi continuamente per indagare il concetto di identità attraverso immagini fotografiche che controlla completamente come autrice, regista, costumista e perfino modella. Sin dai suoi primi scatti Sherman ha assunto una miriade di identità femminili, da adolescente a casalinga, da aristocratica rinascimentale a femme fatale, rivendicando come proprio lo spazio sociale e psicologico che tutte queste donne hanno abitato nel corso della storia.
CORRADO BONOMI
Nato a Novara nel 1956, realizza opere in grado di stupire grazie a soluzioni spiazzanti ed inaspettate. In modo simile ai ready made dadaisti, l’artista raccoglie oggetti di ogni sorta che poi assembla seguendo il filo di sorprendenti associazioni mentali. Le opere “Fenomeni naturali”, con le quali reinterpreta ironicamente i celebri ritratti del pittore cinquecentesco Arcimboldo, vanno a sottolineare lo stretto connubio tra natura ed artificio.
DAMIEN HIRST
Nato a Bristol nel 1965, è un artista inglese oltre che capofila del gruppo conosciuto come YBAs (Young British Artists). Hirst domina la scena britannica durante gli anni novanta, portandola alla ribalta internazionale. La morte è il tema centrale delle sue opere. È noto soprattutto per una serie di opere in cui corpi di animali, come squali-tigre, pecore e mucche, sono imbalsamati ed immersi in formaldeide.
DAVID TREMLETT
Nato in Cornovaglia nel 1945, vive e lavora a Bovingdon Herts, Inghilterra. Tremlett usa la sua sensibilità come un caleidoscopio, che colora, amplifica, deforma, diverte, mostrando prospettive sempre diverse.Tecniche antiche, pigmenti terrosi, calde tonalità naturali si combinano a modernissime geometrie, a figurazioni astratte che della vita conservano la più naturale delle pulsioni, la bellezza del gesto.
ENRICO TOMMASO DE PARIS
E' nato a Belluno, nel 1960. Vive e lavora a Torino. Ironia e libertà espressiva portano De Paris ad oltrepassare i limiti del reale e a trascinare lo spettatore all'interno del DNA umano, metaforicamente costituito da cromosomi giganti in acciaio, dove interagiscono ampolle e reattori da laboratorio chimico, suggestive forme in vetro soffiato, oggetti vari, luci, video. Al centro del pensiero artistico di De Paris c’è l’uomo, colto nella sua innata tensione al futuro che è un territorio in costruzione e le mappe per decifrarlo vengono dalle stesse tecnologie che lo trasformano.
FULVIA MENDINI
Nasce nel 1966 a Milano dove vive e lavora. Il suo lavoro si può ricondurre al Neo-Pop affermatosi alla fine degli anni novanta un po’ ovunque e caratterizzato dal ricorso a un linguaggio lineare, sintetico e stilizzato, influenzato dall’estetica dei nuovi media fra i quali spicca il computer. Il suo lavoro si colloca a metà strada tra l’utilizzo di strumenti informatici e l’eredità della grafica, dell’illustrazione e della decorazione tradizionali.
GIULIANO VANGI
Nato a Barberino di Mugello, Firenze, nel 1931. Caratteristiche della sua plastica, di solido impianto e tradizionale figurazione, ma ricca di connotazioni esistenziali ed espressionistiche, sono la policromia, ottenuta accostando materiali eterogenei come bronzo, ceramica, legno, marmo, pietre preziose e vetroresina, e la centralità della figura umana.
GIULIO PAOLINI
Tra i più interessanti protagonisti italiani dell’arte concettuale, Paolini pone al centro della sua arte la riflessione sugli elementi tradizionali e “aulici” del fare creativo, sulle forme e sugli stilemi consolidati della pittura e della scultura, segnati profondamente dal patrimonio del passato classico. Il tema dell’influenza (e del peso) della grande arte antica ricorre anche nella sua produzione più recente, che denuncia il difficile compito dell’artista contemporaneo, costretto a un funambolico equilibrismo tra citazione, ripresa ironica, esplorazione delle potenzialità comunicative del doppio e della copia.
HERBERT HAMACK
Nasce nel 1952 a Unterfranken. Vive e lavora a Hammelburg. Esprime la sua arte con blocchi di resine colorate, osservando i quali il cromatismo pare crescere su se stesso attraverso infiniti passaggi e strati. L'opera di Hamak si impone in quanto presenza fortemente strutturata, rigorosa, trasparente e ambigua.
IVAN
Nato nel 1981 a Milano, artista ed agitatore culturale discusso ed apprezzato, protagonista di punta del crescente movimento street art italiano e fondatore del movimento della poesia di strada.
JEAN-MICHEL OTHONIEL
Nasce a Saint-Étienne, Francia, nel1964. Fin da giovane trasforma le sue personali mitologie in opere d’arte variandone le forme a seconda del mezzo espressivo: installazione, film, scultura, fotografia. Nel corso degli anni novanta l’artista usa prevalentemente lo zolfo come materiale per realizzare le sue sculture, rivolgendosi in seguito al vetro naturale.
JELENA VASSILJEV
Nata a Zrenjanin, in Serbia nel 1976, è partita per domandarsi un angosciante perché: homo homini lupus, perchè un popolo - e tutta l'umanità - debba alimentarsi continuamente e irrimediabilmente del proprio stesso sangue. Per chi viene dall'ex Jugoslavia, il pensiero artistico non può che soffermarsi sulla tragedia, ancora fresca, di quel popolo e sulle ferite fratricide che simbolicamente rimandano a quelle di tutta l'umanità.
JIM DINE
Nato a Cincinnati nel 1935, è uno dei più noti artisti pop statunitensi, esponente del movimento Neo-Dada. I suoi lavori sono stati esposti anche alla documenta ed alla Biennale di Venezia. Oltre a pittura e scenografia, si occupa di scultura, fotografia, scrive e concepisce degli happening.
KIMSOOJA
Nata nel 1957 a Taegu in Corea, attualmente vive a New York, ma mantiene un regolare rapporto con la sua terra d’origine. L'apparente distanza fra i due medium utilizzati più frequentemente dall'artista coreana, il video e il cucito/tessuti, si riduce se si pensa che per Kimsooja "il video è in realtà un modo immateriale di cucire, di unire la gente e la vita reale". L'artista stessa diventa ago, elemento di giunzione fra diverse realtà, diverse "condizioni dell'umanità". La sua opera "Mandala"(2002) è un'installazione sonora in cui sembrano fondersi le due anime del mondo, quella occidentale e quella orientale. Dall'altoparlante di un jukebox emanano i canti dei monaci tibetani: per un attimo, il miracolo di un incontro perfetto tra oriente e occidente sembra possibile.
LORIS CECCHINI
Nato a Milano nel 1969. Loris Cecchini ha iniziato la sua attività artistica modellando materie morbide e duttili: plastica, resina, gomma e cellulosa. In seguito ha stampato fotografie su minuti e inusuali supporti, come la carta da chewing-gum e, senza rinnegare l’attitudine a modellare la materia, ha affrontato le molteplici ed inesplorate possibilità del computer, continuando la sua ricerca, mettendo in discussione il senso del reale in una prospettiva sospesa tra il naturale e l’artificiale, sia con immagini digitalizzate sia con installazioni realizzate con elementi scultorei.
LUIGI ONTANI
Nasce nel 1943 a Montovolo di Grizzana Moranti, alle falde dell’appennino tosco-emiliano. Ontani è un artista poliedrico che da circa trent'anni esibisce il proprio corpo inteso come opera d'arte attraverso l'uso di tableaux-vivant, oppure di autoritratti fotografici nelle vesti di personaggi storici o di opere d’arte. Artista a 360 gradi, Ontani travalica barriere spazio-temporali manipolando con grande maestria culture, linguaggi e tecniche espressive difformi, con esiti mai scontati. Assumendo come regola il proposito dannunziano di fare della vita un’opera d’arte, mette sempre in scena e al centro della sua ricerca sé stesso, proponendosi come “oggetto artistico” e, nel contempo, come laboratorio d’identità e di trasformazione, alla costante ricerca di un “altro da sé” e di un “altrove”.
MARC QUINN
Nato a Londra nel 1964. Il suo lavoro, espresso attraverso varie tecniche e mezzi, è una costante riflessione sulla natura umana, la vita e la morte. L'artista ha raggiunto la notorietà all'inizio degli anni '90, attraverso la sua opera "Self", una scultura della sua testa ottenuta con 4,5 litri del suo sangue congelato. Nel 2005 realizza "Sphynx" in cui la modella Kate Moss, ritratta in una contorsionistica posa yoga, diviene un simbolo di bellezza assoluta, figura eroica e ultraterrena. Tale efige viene poi ripresa nella sua famosa "Siren", realizzata in oro massiccio, esposta tra Dicembre 2008 e Gennaio 2009 al British Museum di Londra.
MAURIZIO SAVINI
Nato a Roma nel 1962, usa dal 1996 per le sue sculture, il chewingum rosa e fruttato. Le sue opere conciliano così l’ufficialità dell’arte con la leggerezza dell’infanzia. Architetto, scenografo e membro della fondazione romana Pastificio Cerere, l’artista sottolinea in questo modo l’effimero che caratterizza le nostre vite. Il contrasto tra la monumentalità delle sculture (alcune raggiungono e superano i 2 metri) e la deperibilità del materiale usato è uno degli interessi di Savini, che ha eletto la gomma da masticare a proprio strumento del mestiere anche in virtù della sua duplice natura pop (il colore e il suo essere accessibile a tutti).
MIMMO PALADINO
Nato a Benevento nel 1948, è tra i principali esponenti della Transavanguardia, movimento fondato da Achille Bonito Oliva nel 1980 che individua un ritorno alla pittura, dopo le varie correnti concettuali sviluppatesi negli anni settanta. Il linguaggio di Paladino è fluido e ambiguo e fa coesistere pittura e scultura allo stesso tempo. Le sue figure e forme inquietanti sono ispirate a culture primordiali, all’arte primitiva e alla cabala. Paladino è convinto assertore che l’arte debba porre quesiti e non necessariamente fornire risposte.
MIMMO ROTELLA
Nato a Catanzaro nel 1918 e morto a Milano nel 2006. Famoso per l’invenzione della tecnica del dècollages, ovvero la scoperta del manifesto pubblicitario come espressione artistica della città. L’artista incollava sulla tela pezzi di manifesti strappati per strada, adottando il collage dei cubisti e contaminandolo con la matrice dadaista del ready made. In seguito, pratica il cosiddetto doppio décollage: il manifesto staccato prima dal cartellone, poi, strappato in laboratorio.
PATRICIA PICCININI
Nata 1965 a Freetown, Sierra Leone, vive a Melbourne. Piccinini lavora con una varietà di media, tra cui la pittura, la scultura, il video, l'installazione e la stampa digitale. Artista contemporanea di primo piano ,è stata selezionata per la 50esima Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia 2003. Creature grottesche non riconoscibili, strani esseri mutanti in cui deforma gli aspetti dell’essere umano e animale, nuove specie fantastiche - frutto di un approfondito studio tra artificio e natura - popolano le creazioni dell’artista, a pieno titolo inserite negli attuali dibattiti del rapporto tra scienza ed etica.
PETER HALLEY
Nato a New York nel 1953. Reinterpreta l'analisi di Foucault sulle strutture geometriche degli edifici atte al controllo e all'esercizio del potere: nasce così uno tra i più riconoscibili soggetti di Halley, un monocromo quadrato minimalista tagliato da linee verticali, ossia l'icona universalmente riconosciuta della finestra con le sbarre.
PIERO MANZONI
Nato nel 1933 a Soncino (Cremona), è uno dei maggiori esponenti dell’arte concettuale italiana. Cresce a Milano, trascorrendo le vacanze estive ad Albisola Marina, in Liguria, dove la famiglia frequenta Lucio Fontana, il fondatore dello Spazialismo. Lo stile di Manzoni diviene sempre più radicale. Supera la superficie del quadro e propone una serie di opere provocatorie, insofferenti nei confronti della tradizione.
RICHARD STIPL
Nato in Cecoslovacchia nel 1968, lavora tra Canada e Cecoslovacchia. Macabre, gotiche, spaventose, le sculture di Richard Stipl, ruotano attorno all’infinita ricerca della perfettibilità umana in uno stato di rinascita continuo.Uno studio sadico dell’evoluzione della forma, che ha come prototipo la figura dell’artista ceco (anche se sono stati aggiunti altri modelli di uomini e di animali al repertorio), proposto in varie pose e situazioni. Lo stile iperrealista e l’attenzione ai dettagli raggiunta grazie alla tecnica, rendono ancora più impressionanti queste figure, che sembrano essere congelate ad un tempo primitivo, fatto di violenza e sopravvivenza.
ROBERT INDIANA
Nato nel 1928, è un artista, scenografo e costumista statunitense associato al movimento della Pop Art. L'opera di Indiana spesso consiste di immagini audaci, semplici, iconiche, in particolare numeri e parole brevi come 'EAT', 'HUG' e 'LOVE'. È noto anche per aver dipinto lo straordinario campo da pallacanestro un tempo usato dai Milwaukee Bucks nel palazzetto dello sport dell'omonima città, lo U.S. Cellular Arena, con una grande forma ad M che occupa le due metà del campo.
SANDRO CHIA
Nato a Firenze nel 1946, artista, pittore e scultore italiano, è stato uno dei più importanti membri del movimento della Transavanguardia. Fin dall’inizio della sua attività ha operato secondo una poetica e uno stile orientati a una vita "selvaggia", cui ha fatto seguito una monumentalità classica accesa da colori forti.
SISSI
Giovane artista bolognese che vive e lavora tra l’Italia e New York, ha precocemente indirizzato la sua ricerca verso performance che coinvolgono il corpo e che in parte lo modificano. Partendo dall’indagine del proprio corpo, come misurazione delle sensazioni e dello stare al mondo, i suoi lavori hanno progressivamente giocato con il senso della mutazione, della circolarità del tempo, della dilatazione della visione e della contaminazione tra mondo naturale e artificiale.
SOL LE WITT
Nato ad Hartford nel 1928 e morto a New York nel 2006. È stato un artista legato a vari movimenti tra cui l'arte concettuale e il minimalismo. È famoso per i suoi wall drawings e le sue strutture, basate su semplici forme geometriche, che non di rado dialogano con l'architettura. Geometria e umano, idea e poesia, si fondono sinergicamente nell’opera di LeWitt.
TOM WESSELMANN
Nato a Cincinnati nel1931 e morto a New York nel 2004, è stato uno dei maestri storici della Pop Art. I suoi primi nudi femminili, dall'aspetto molto provocante, accompagneranno tutta la produzione di Wesselmann. A partire dal 1983 l'artista realizzò opere su metallo, ritagliate con il raggio laser.
TONY CRAGG
È uno dei più affermati scultori della nuova scuola inglese. Formatosi nell'ambiente del Minimalismo e del Concettuale, Cragg ha riproposto una nuova fisicità della scultura con il recupero dei più vari materiali. Dai primi rifiuti urbani come legno, bottiglie, rottami di plastica, piatti e giocattoli, Cragg propone oggi complesse sculture monumentali di sapore post-industriale intrise di significati filosofici e culturali.
TAKASHI MURAKAMI
Nato a Tokio nel 1962. I dipinti, i disegni, le sculture e le installazioni di Takashi Murakami si radicano nella cultura figurativa giapponese, facendo dialogare elementi formali tipici della tradizione come il colore piatto, l’assenza di profondità, i contorni precisi e marcati con tendenze proprie dell’età contemporanea, in primo luogo con il mondo dei manga (fumetti) e delle anime (cartoni animati). Dietro i colori vivaci e le facce buffe dei suoi quadri e delle sculture, c'è la denuncia dell'emarginazione di questa subcultura, che l'artista vede come l'estrema manifestazione di un malessere che attraversa l'intero popolo giapponese.
VANESSA BEECROFT
Nata a Genova nel 1969, è una delle artiste più innovative e accreditate del panorama contemporaneo. La scelta espressiva della Beecroft matura fin da giovanissima ed è stata quella di pensare e realizzare performance, utilizzando il corpo di giovani donne più o meno nude. Questo straordinario materiale umano viene mosso secondo precise coreografie come su una scacchiera invisibile, con opportuni commenti musicali o con lo studiato variare delle luci. L'artista pone al centro della propria riflessione i temi del conformismo e della serializzazione della bellezza, del desiderio e del volubile mondo della moda.
YASUMASA MORIMURA
Nato ad Osaka nel 1951. L’arte del travestimento, che ha radici di lunga data nella tradizione culturale giapponese è il mezzo utilizzato da Morimura per entrare in modo ironico ed irriverente in un mondo in cui i confini solidi e certi tra maschile e femminile così come quelli tra Oriente ed Occidente vengono messi in discussione per proporre una riflessione critica della realtà in cui viviamo. Attraverso il mezzo della fotografia, suo strumento espressivo per eccellenza, l’artista affronta principalmente i temi dell’autoritratto e del travestimento.